La pelle e il sole, abbronziamoci proteggendoci con qualche accorgimento

La pelle e il sole, abbronziamoci proteggendoci con qualche accorgimento

Con l’arrivo dell’estate, la maggior parte delle persone si espone al sole per beneficiare delle sue proprietà:è un buon rimedio per l’umore (la luce solare aumenta la produzione di serotonina, ormone del buonumore), stimola la produzione di vitamina D( fondamentale per le ossa);

allevia la sintomatologia di diverse patologie cutanee (quali psoriasi e acne, grazie al suo potere disinfettante) ma soprattutto ci permette di abbronzarci, donandoci un aspetto più sano.

In realtà l’abbronzatura è a tutti gli effetti il modo con cui il nostro corpo si difende dal sole. Tutto merito della melanina, un pigmento che viene prodotto quando siamo colpiti dal sole e che ha il compito di proteggerci dai raggi ultravioletti.

I raggi UV ci raggiungono in tre forme diverse, ultravioletti A (UVA), ultravioletti B (UVB) e ultravioletti C (UVC):

  • Gli UVB forniscono alla pelle l'energia necessaria per produrre la vitamina D, ma sono anche responsabili delle scottature solari e dei danni diretti al DNA.
  • Gli UVA contribuiscono anche a causare danni alla pelle, in particolare l'invecchiamento cutaneo prematuro.
  • Gli UVC vengono bloccati dall'atmosfera terrestre e perciò non raggiungono la pelle.

Il 5% dei raggi viene riflesso, ma il resto penetra nei tessuti e la luce inizia a riflettersi sulle cellule. Parte dell'energia viene assorbita da queste ultime, quella che rimane passa agli strati sottostanti dell'epidermide. Qui i melanociti della pelle, cellule deputate alla produzione di melanina, iniziano a produrre questa sostanza responsabile del cambiamento di colore della pelle, ma soprattutto di assorbire i raggi UV e di scaricarne l’energia, proteggendoci dai raggi stessi. Più la melanina è scura, più è in grado di svolgere il suo compito: l'abbronzatura è proprio il risultato di questa operazione di difesa. Quando ci si espone al sole, i melanociti producono nuovo pigmento nel giro di 2 o 3 giorni e la pelle si scurisce. L'effetto abbronzatura è subito visibile perché nell'epidermide c'è sempre una piccola scorta di melanina pronta ad intervenire subito.

L’esposizione al sole dovrebbe avvenire seguendo alcune semplici regole: innanzittutto si deve prendere il sole in modo graduale, aumentando il tempo di esposizione col passare dei giorni e preparando la pelle con assunzione di integratori a base di carotenoidi ed antiossidanti, da iniziare anche un mese prima di esporsi al sole. Inoltre bisogna evitare di prendere il sole tra le 11e le 15 (quando i raggi solari sono più verticali e quindi più pericolosi), ma soprattutto si deve utilizzare una protezione solare adeguata in base al fototipo della nostra pelle. Il fototipo è una distinzione usata dai dermatologi per determinare il tipo di pelle e la reazione di questa ai raggi ultravioletti del sole.

Esistono sei fototipi e sono ordinati in base alla quantità di melanina presente: dal fototipo I – capelli rossi e pelle lattea – in cui la melanina è pressoché nulla, al fototipo VI – pelle scurissima e occhi neri – in cui la presenza di questa molecola è più rilevante. L’indice di protezione solare (SPF) è invece definito dal rapporto del tempo in cui si sviluppa una reazione infiammatoria della pelle (eritema) SENZA filtro rispetto al tempo CON filtro solare. Per una protezione ottimale, dobbiamo applicare il filtro solare in modo uniforme, almeno mezz’ora prima dell’esposizione al sole e ripeterne l’applicazione ogni 2 ore e comunque sempre dopo ogni bagno. Le creme solari hanno un periodo di validità di circa 12 mesi dall’apertura (PAO-period after opening) se conservate in modo ottimale; ma visto che si lasciano aperte sotto il sole e/o la sabbia, potrebbero durare meno ed è consigliabile non utilizzare le creme aperte l’anno precedente.

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Con questi semplici accorgimenti, potremmo evitare gli effetti nocivi immediati del sole quali eritemi e/o scottature e ridurre la comparsa di macchie cutanee. In particolare le macchie della pelle sono dovute ad un malfunzionamento dei melanociti (le cellule che producono melanina) che soprattutto con l’avanzare dell’età, possono subire delle alterazioni distribuendo la melanina in modo non uniforme, formando così chiazze piu’ o meno scure. Inoltre, l’utilizzo di sostanze quali profumi e cosmetici durante l’esposizione al sole può causare fenomeni di fotosensibilizzazione, cosi come anche farmaci quali antibiotici, antistaminici, antiinfiammatori . Anche gli ormoni sono tra le cause che possono determinare la comparsa di macchie, soprattutto in periodi come la gravidanza e la menopausa, caratterizzati da sbalzi nella produzione di melanina da parte dei melanociti.

Oltre ad eritema e macchie, il sole può portare allo sviluppo di diversi tipi di tumori della pelle, puo’ causare danni agli occhi (fotocongiuntiviti ) ed è senza dubbio responsabile dell’invecchiamento precoce della pelle, con conseguente perdità di elasticità e di idratazione.

Quindi, sì all’abbronzatura, ma proteggendo la nostra pelle per poter sfruttare i benefici del sole e ridurre i danni che puo’ causare.